Già che ci siamo…

sabato 6 Novembre alle ore 18…festeggio il terzo anno di apertura del negozio…mi mancava di scriverlo solo qui…in verità era giusto per fare qualcosa di diverso…per vedere un po’ di gente conosciuta e non…per vedere "Elvis" cantare…difficilmente organizzerei qualcosa per me…però messa così…come reinaugurazione…allora…è diverso…per il lavoro posso fare qualsiasi cosa…anche per qualcos’altro a dire la verità. In ogni caso vino bianco veneto biologico, pizzette e tributo a Elvis by Cecco e Cimo.
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Ho sempre pensato…

…che mio padre fosse un genio…una testa di cazzo…ma pur sempre un genio. E mia madre….ora credo che l’intelligenza che più cercavo fosse quella di mia madre. Il suo intuito, la sua forza, la sua apparente insensata emotività, quel semplice vivere che si potrebbe tramutare in un trattato filosofico da tramandare, da scrivere in migliaia e migliaia di frasi inutili e ripetitive. Cosa c’è di più semplice, e travolgente dell’amore di una madre!!!??? Invisibili gesta e parole. Potrei passare anni senza farmi vedere da nessuno, eppure…in questo momento posso immaginare ogni pensiero, ogni volta che i miei genitori si girano tra le coperte, ogni volta che si donano semplici gesti d’affetto, ogni volta che si trattengono dal parlare, che litigano…ogni volta che si perdonano. Posso vedere le espressioni del volto, posso sentire le loro parole…posso piangere con loro. Posso amare e soffrire cazzo…come mai avrei potuto fare.
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Minchia….

…la prossima volta che scrivo da ubriaco sparatemi a un ginocchio.
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Vorrei…

…non sentire il peso della vita. Egoisticamente parlando…essere indifferente ad ogni dolore, ad ogni mancanza. Eppure…non so il motivo…mi immedesimo nella sofferenza di ogni persona. Siii…sono riuscito a non farmi piegare dagli eventi…eppure non posso fare a meno di piangere nel pensare alla morte come compagna delle persone che amo. Sento l’angoscia degli uomini nel lasciare questo mondo, nel vedere il proprio caro spegnersi piano piano. Sento il dolore per ogni aspettativa mancata, per ogni ingiustizia, per ogni sopruso. Vorrei giocare alla roulette russa nell’avvicinamento e accettazione di un destino comune. Un macabro rituale.
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E’ raro, ma non riesco a dormire…non so per quale motivo…sento l’adrenalina che scorre nelle vene. Mi consolo con qualche ciliegia.
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Scriviamo il nulla…

sento il giorno che piano a piano riprende…il suono cupo dei motori dei camion che sempre più frequentemente passano vicino casa…il canto degli uccellini e la luce soffusa. La luce che spunta dalle montagne, rallegrando le nubi di colori sgargianti. Immagino le persone e la storia di ognuno mentre tranquilli e assonnati cominciano la loro solita giornata lavorativa. Cerco di ricostruire, reinventarmi dal rumore, dall’andatura, dalle frenate e curve, la vita di ognuno. Immagino il camionista, il padre di famiglia, il ragazzo, la donna manager e l’addetta alle pulizie. Voglio pensare al bacio dato sui capelli della moglie, figlia, amante che aspetta nel dormiveglia il saluto. Penso al profumo, alla sensazione delle labbra che sfiorano i capelli, il viso di una donna. Mi bevo un thè…alle volte anche un semplice gesto, una bevanda calda, un cibo…ti donano un profondo stato di benessere. E’ una questione di associazioni, un’inconscia relazione..il calore di una bevanda che piano a piano pervade nel tuo corpo, come l’abbraccio di due amanti in un letto nudi. Quante cazzate che scrivo…non ho sentito il mio vicino di casa uscire alle cinque. Sarà di riposo. Non ho sonno…eppure dovrei averlo. Ho la terribile sensazione di non essere andato alla festa del 40° di matrimonio dei miei genitori. Sono un disgraziato egoista…anche se penso che sia la prossima settimana…il risultato non cambia. Non capisco perchè di tutti i buoni propositi non me ne faccio niente. Ogni tanto mi manca il coraggio di dimostrare il mio voler bene. Ogni tanto sono semplicemente un egoista. Detto così è un po’ riduttivo, ogni tanto mi perdo nei miei pensieri, mi dimentico, spesso il mio cervello evita tutto quello che in qualche modo può dargli fastidio…autonomamente a un livello quasi inconscio…ma è troppo complicato da spiegare. Anche questa spiegazione è una comodità. E’ veramente dura dare quello che le persone si aspettano…o semplicemente stupirle. A dire il vero…forse…a mio modo ci riesco. Però se mi adeguassi anche sulle pratiche comuni di convivenza civile…sarebbero tutti più felici. Perchè non riesco ad adeguarmi…cazzo!!! C’è un uccellino sul mio terrazzo…saltella di qua e di là…leggiadro come una ballerina. Oddio…sto pensando al lavoro…devo prendere lo scotch per imballare le cose…e non ho abbastanza cartoni. Si adesso mi viene in mente tutto il riepilogo delle cose che devo fare.  Sono le 6…bevo sto cavolo di thè verde scaduto…per quanto possa scadere un pugno di foglie secche. Dopodichè alle 7 mi trovo un bar per fare colazione decentemente. Ho voglia di vedere come prima cosa…il sorriso di una donna…meglio se mora, ventenne e con una quarta di reggiseno. Mi accontento anche di una vecchia barista che ama il suo mestiere. Mi viene quasi da paragonare certe bariste alle prostitute…però è una cosa bella…è verò!!! Quelle vecchie signore che dopo anni e anni, consumate da una vita mai troppo leggera, incominciano la giornata con la stessa grinta, con lo stesso sorriso che obbligatoriamente sincero nel corso del tempo si è trasformato in una filosofia di vita. Bella questa immagine…chiudo qui…e mi bevo il thè verde bollente e scaduto.
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Non so se è cosa comune…

…mi ritrovo in ogni momento della giornata, in ogni silenzio…a ripetere nella mente discorsi, immagini e vissuto. All’infinito rielaboro ogni pensiero, ogni sensazione. Nel pieno della confusione, nel totale silenzio. Sogno, creo racconti e pensieri, storie fantastiche e analisi sociopolitiche…pensieri filosofici e banalità. Immagino di essere seduto in mezzo al nulla, in un paesaggio spettrale, su una roccia in cima a una montagna. Immagino di essere davanti a una folla. Comincio a parlare e a raccontare a un altro me stesso, a migliaia di persone ogni banale pensiero, ogni malata rielaborazione psichica. Rivivo ogni paura, creandomi una possibile realtà…riprovo migliaia e migliaia di volte le stesse emozioni. Assurda, paziente, lenta manipolazione di se stessi. Credo che se vivessi in eterno troverei sostentamento anche solamente nei miei pensieri. Mi spaventa il fatto di esserci vicino.
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